venerdì 27 settembre 2013

Caro Odifreddi


Ha detto – sul suo blog – che si è stupito anche lui. Si è addirittura emozionato. Vivaddio, il nostro Odifreddi sostiene adesso che “ il dialogo tra fede e ragione” sia possibile e che “ ha permesso a entrambi ( Papa Benedetto e lui, ndr.) di confrontarci francamente”. Non sembrava pensarla così, prima che il postino il 3 settembre gli recapitasse al lettera di Ratzinger, visto che per lui “ cristiano e cretino” sono la stessa cosa poiché hanno la stessa etimologia ( scritto in Perché non possiamo essere cristiani (e men che meno cattolici), Longanesi, Milano, 2007). E’ proprio vero, l’emozione gioca brutti scherzi. Vedersi arrivare a casa una lettera personale del Papa emerito potrebbe valere una conversione! Ma forse sto esagerando né, francamente, mi interessa più di tanto. Odifreddi ha detto che 11 pagine ( di tale misura era il plico di Benedetto) sono troppe da pubblicare ma con apprezzabile onestà di tali pagine riporta ( sembra) alcune cose essenziali. La prima è che il Papa gli ricorda che la teologia non è fantascienza, ovvero ( letteralmente) una serie di visioni che si rivelano essere solo immaginazioni che allontanano dalla realtà reale. Scrivere – come ha scritto il nostro -  che il lavoro di centinaia di professionisti ( i teologi, appunto) che si sforzano di trovare le motivazioni della ragionevolezza della fede sia solo fantascienza, cioè immaginazione e dunque falsificazione, è tipico di Odifreddi. Ma il Papa teologo gliel’ha detto chiaro, ricordandogli che esiste fantascienza persino nell’orgogliosa scienza, citando la faccenda del “ gene egoista” ( autentica fantascienza) di Richard Dawkins, altra colonna dorica dell’ateismo nel mondo.

Altra perla nonché lancia spuntata degli attacchi di Odifreddi al cristianesimo, citata in Caro papa, ti scrivo (Mondadori, 2011), è la pedofilia dei preti. Odifreddi si agita come i bambini che, colti in flagrante dai genitori, ripiegano sempre sul “ però anche lui ( il fratellino, s’intende) dava fastidio!”. Quando non si sa che dire si tira fuori la faccenda pedofilia. E qui Benedetto – che pure  ha avuto il grande coraggio di alzare il velo della drammatica situazione in alcune parti della Chiesa – gli ricorda ( finalmente!) che  secondo le ricerche dei sociologi, la percentuale dei sacerdoti rei di questi crimini non è più alta di quella presente in altre categorie professionali assimilabili. Ricordo quando a scuola, tre anni fa, in una classe, mi permisi di ricordare che – se c’è scandalo per un prete cui hai affidato un bambino e ne abusa – altrettanto c’è quando ad abusare è un nonno, uno zio, il nuovo convivente della madre, il professore a scuola e via discorrendo. Quando postai una serie di simili considerazioni su Facebook, i più scandalizzati furono quei cattolici “ adulti” cui sembrava avessi voluto diminuire le responsabilità del clero ( e non era così). Quicquid recipitur ad modum recipientis. Ognuno capisce quel che vuole capire. Ma il passaggio più gustoso è quando Benedetto scrive che ciò che Odifreddi dice di Gesù “ non è degno del suo rango scientifico”. Mentre infatti Scalfari ha avuto – interpellando papa Francesco – la bontà e la saggezza di parlare di Gesù di Nazareth con una buona competenza, con un’adeguata formazione e informazione, ponendo addirittura a Francesco la domanda sul perché dell’Incarnazione, si sa che al contrario Odifreddi affronta la questione del Gesù storico come se tutto fosse una favoletta, simile all’asino che vola, tentando di palesare una “ competenza” sulle ricerche storiche bibliche che gli manca totalmente. E Benedetto – sembra di aver davanti agli occhi il suo ironico sorriso – gli dice : “Posso soltanto invitarLa in modo deciso a rendersi un po’ più competente da un punto di vista storico”, indicandogli addirittura una serie di testi da leggere, tra un’equazione e una radice quadrata ( competenze odifreddiane, attaccato alle quali sarebbe il caso che rimanesse).

L’ultima questione riguarda la naturalezza con la quale Odifreddi sostituirebbe Dio con il concetto di “ natura”, un classico punto fermo utilizzato in abbondanza anche da certi insegnanti di filosofia, ai quali occorre richiamare la necessità di una lettura attenta e critica ( non religiosa, ma onesta) della Bibbia, in particolare dell’Antico Testamento o della lettera di Paolo ai Romani, nel quale – molto prima dei nostri tempi – la novità del “ Dio vivente” rispetto al concetto divino - pagano di natura è molto chiara.

Il “ Deus sive natura” di Spinoza potrebbe essere una fulminante ispirazione di Odifreddi, con la sua idea totalmente immanente di Dio, ovvero la visione di un Dio che coincide con le forme umane e naturali. Benedetto gli dice che si tratta di una “ divinità irrazionale che non spiega nulla”, soprattutto le pressanti e emozionanti questioni della libertà, dell’amore e del male. “ La sua religione matematica”, dice Benedetto all’illustre professore, “ non conosce alcuna informazione sul male”.  E così – a meno che Odifreddi non ci riveli il resto delle undici pagine della lettera ricevuta – si conclude il dialogo a distanza tra i due, che potrebbe essere preso a testimonianza di un fecondo futuro confronto tra vicini e lontani. Saldo e lucido papa Benedetto, un po’ spiazzato il nostro matematico ateo, ma forse – è quel che conta – un po’ più sulle spine, d’ora in poi, quando vorrà fare “ teologia” come un Tir che sull’autostrada invade la corsia opposta.

 

 

6 commenti:

  1. Mi è piaciuto soprattutto il tono, non da cattedratico ma da uomo di profonda cultura e fede, che Papa Benedetto ha usato nei confronti di Odifreddi e poi la lapidaria ed emozionante constatazione che una religione matematica non spiega la libertà, l'amore e il male.... Grandioso!!!

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  2. Ciao Paolo
    Direi che Odifreddi non appartiene solo alla capitale categoria dei superbi ma anche al recinto degli empi, pieno di cattivi maestri da cui attinge felice il bel tempo d'oggi.
    Sono ancora rammaricato che Papa Benedetto sia stato assiso così poco sul soglio papale come massimo maestro di fede e spiritualità da avere il meritato uditorio dell'orbe terracqueo. Non basterà una vita per leggere tutti i suoi scritti di fede e dottrina ed andarvi a fondo.
    Romano Iannelli

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    1. Caro Romano, é vero , papap Benedetto é statopreziosoper tutta la Chiesa e per il mondo, anche per credenti di altre religioni. Quanto a Odifreddi che vuoi che ti dica? Non credo sia poi così seguito, comunque rispondergli - senza esagerarne la pubblicit - é il modo migliore per testimoniare che non staimo zitti, Ciao!

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    2. Caro Romano é vero papa Benedetto é stato un grande e se ne sente anche un po' la mancanza. Lo é stato anche per credenti di altre religioni. Quanto a Odifreddi che vuoi che ti dica? Non credo abbia tanto seguito tuttavia rispondergli é testimoniare che di fronte a certe trovate non si puo' stare zitti. Ciao!

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  3. caro don Paolo, in merito alle "questioni" riguardanti le (alquanto opinabili) affermazioni Piergiorgio Odifreddi e non solo le consiglio, se non l'ha già fatto, di dare un'occhiata ai video (in particolare questo) del prof. Danilo Valla, anche incentrato su questioni etimologiche e linguistiche della Bibbia. La ringrazio. Jean C.

    http://www.youtube.com/watch?v=IiVh1Nfw69s

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  4. Caro Jean la ringrazio del filmato che mi ha consigliato e che ho visto con attenzione. Mi scuso del ritardo della risposta ma meglio tardi che mai! Il Signore la benedica sempre! don Paolo

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