sabato 21 settembre 2013

Miserando atque eligendo


Sono le parole con cui Beda il Venerabile, il monaco benedettino vissuto a Jarrow nel Medioevo, nella Gran Bretagna di allora, commenta lo sguardo di Gesù posto su Matteo, prima di chiamarlo dal banco delle imposte. Il Vangelo dice: “ Poi Gesù, partito di là, passando, vide un uomo chiamato Matteo, che sedeva al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli, alzatosi, lo seguì” ( Mt 9,9). E Beda commenta: “Vidit ergo Iesus publicanum, et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi: Sequere me”. Guardandolo con misericordia e scegliendolo. Prima lo guardò, poi pensò a chiamarlo. Non lo chiamò perché gli serviva, lo chiamò perché lo amava. MISERANDO ATQUE ELIGENDO è il motto di papa Francesco, che egli stesso ha ricordato più volte e, in particolare, nell’intervista a Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, intervista che – non ancora pubblicata – è leggibile sul web. Intervista che ha già provocato commenti di ogni tipo. Sandro Magister parla di un Papa “ con sguardo di bambino”, in riferimento all’atteggiamento contemplativo di Francesco che spiega così, quasi commuovendosi, il quadro di Caravaggio nel quale é ritratto lo sguardo tenero del Signore su Matteo. Luigi Accattoli - in relazione all’intervista – parla di novità di papa Francesco: “ Prima il Vangelo, poi la dottrina”. Piergiorgio Odifreddi, nel suo blog-manifesto della chiesa atea, attacca – non è una novità – papa Francesco ( che chiama “ il parroco di santa Marta”) riferendosi alla risposta data a Eugenio Scalfari, che – a suo dire – non vale niente. E conclude con un sorprendente “ Ridateci Ratzinger”. Forse rosica un pochino per la popolarità di Francesco.


L’intervista va letta con attenzione. Per chi ama papa Francesco è una bellissima conferma. “ Io sono un peccatore..e non è un modo di dire, un genere letterario”, così risponde quando Spadaro gli chiede chi è lui, come si definisce. “ Omnia videre, multa dissimulare, pauca corrigere”. Questa è la risposta a “ come si fa il papa”. E la spiega più sotto, dicendo che i cambiamenti e le riforme non avvengono in breve tempo, ci vuole discernimento. Francesco diffida delle decisioni prese in maniera improvvisa, in genere è la cosa sbagliata. Qui si sente sant’Ignazio, il fondatore dei Gesuiti: “ Dobbiamo fare molta attenzione al percorso dei pensieri”, scrive Ignazio nella quinta regola per una maggiore discernimento degli spiriti.
 

Ma le cose più belle il Papa le dice quando  definisce la Chiesa “ un ospedale da campo”. “ E’ inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite, poi potremo parlare di tutto il resto”. E’ inutile – dice Francesco – quando hai una persona davanti tentare di inquadrarla, metterle un target o peggio cercare di ingrupparla in una struttura ecclesiastica o di altro tipo.

“ Le persone vanno accompagnate, le ferite vanno curate”. E i ministri di Dio devono essere misericordiosi, capaci di riscaldare il cuore delle persone, di camminare nella notte con loro. Qui c’è tutto Francesco, tutto quello che amiamo di lui.


C’è – come ha detto Luigi Accattoli – il Papa che mette prima il Vangelo delle regole. Prima la tenerezza, come ha fatto il padre della parabola di Lc 15, dei resoconti etici. E qui c’è anche quel che ha fatto arrabbiare – grazie a Dio – i soliti noti:” Non possiamo insistere solo sulle questioni legate a aborto, matrimonio omosessuale e metodi contraccettivi”. Francesco dice che il parere della Chiesa lo si conosce, non è necessario parlarne in continuazione.
 

“ Una pastorale missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine da imporre con insistenza”. E poi una bella pennellata sull’omelia dei preti: “ Una bella omelia deve cominciare con il primo annuncio, con l’annuncio della salvezza..l’omelia è la pietra di paragone per calibrare la vicinanza e al capacità di incontro di un pastore con il suo popolo”. Un mio amico prete, sulla sua posizione Facebook, ha scritto: “ Perché tioli ridondanti del tipo: il Papa  apre ai divorziati e alle donne che hanno abortito? Scusate, ma qual è stato il Papa ad aver chiuso?”. E’ vero, tutto vero. Ma uno che abbia detto le cose così chiaramente e con tale elementare semplicità io non l’ho udito, forse dormivo, ma me lo sono perso.

 

2 commenti:

  1. Penso possa essere di utilità meditare questa frase riguardo il "prima il Vangelo, poi la dottrina":

    ''La Chiesa è intransigente sui principi,
    perché crede.
    È tollerante nella pratica,
    perché ama.

    I nemici della Chiesa sono invece tolleranti sui principi,
    perché non credono,
    ma intransigenti nella pratica,
    perché non amano.''

    (P. Garrigou-Lagrange)

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  2. E' vero, grazie Pierluigi. La verità è Cristo e Cristo non è una regola. " Se mi amate osserverete i miei comandamenti" ( Gv 14,15). Il Vangelo è Cristo stesso, la dottrina è al servizio del Vangelo. Quando non lo fosse più o quando fosse chiaro che una persona - in quel momento - è più importante di un principio, credo che un cristiano non debba avere dubbi.

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