mercoledì 18 settembre 2013

Papa Francesco riforma o no la Chiesa?


Papa Francesco fa parlare di sé, senza dubbio. E’ un uomo che pone interrogativi, non solo alla gente ( che sembra amarlo) ma anche ai suoi stessi “ critici”, ovvero a quelli che lo osservano. Il cardinale americano Dolan, di New York, sostenne – ai primi di agosto – che Francesco tergiversava un po’ troppo sulla riforma della Curia. Solo un pochino più di pazienza e avrebbe visto che il cardinale Bertone – principale obiettivo dei dubbi riformatori di Dolan – sarebbe stato presto sostituito, a metà settembre, dal nuovo Segretario di Stato Pietro Parolin. Ma non sono finite le critiche dall’altra sponda dell’Atlantico. Pochi giorni fa il vescovo di Providence, Thomas Tobin, si è detto “ deluso” del fatto che il Papa non incoraggi i movimenti pro – life, i quali – come sappiamo - negli Usa sono molto battaglieri e sono la frontiera più evidente del cattolicesimo militante. Lo riferisce Sandro Magister, citando un articolo del vescovo americano sul suo blog “ Settimo cielo”.

Sullo stesso blog, addirittura in un’intervista di Giacomo Poretti, il Giacomo compagno di Aldo e Giovanni, Magister ravvisa una velata critica ai silenzi di Francesco sui temi della vita, dell’omosessualità, della nullificazione della differenza tra padre e madre.

Decisamente entusiasta di Francesco è invece Antonio Socci, che pure non risparmiava elogi a papa Ratzinger. In un post del 6 settembre sul suo blog, Socci ci rivela una riforma estiva di Francesco, attuata col favore del caldo e dell’afa, riguardo ai presunti compensi dei postulatori delle Cause dei santi, riforma dalla quale si deduce il fermo desiderio del Papa di indagare su un possibile “ malo costume” di accrescere la rapidità di una beatificazione o di una canonizzazione, a seconda delle laute prebende versate dai vari Ordini religiosi o da altri interessati alla conclusione della causa. Un costume di cui peraltro si sospettava da tempo anche a partire dalla base, poiché -si sa – le voci corrono e finché corrono e nessuno le ferma, vuol dire che son vere.

Lo stesso Socci, in un post successivo, parla di papa Francesco visto “ come una grande luce non solo dalla Chiesa ma dal mondo” e si riferisce all’iniziativa – lanciata dalla finestra dell’Angelus – di pregare e digiunare per la pace nel mondo, iniziativa, come si sa, condivisa e attuata persino da diverse correnti di musulmani.

Papa Francesco tergiversa o agisce? I lamentatori della lentezza del Papa non dovrebbero dimenticare che – ferme restando le sue inequivocabili buone intenzioni – papa Benedetto non sembrò fare meglio né di più né più in fretta. La sua personale rettitudine di cuore si sposò con una serie di generosi sbagli quanto ad alcune  nomine di augusti principi della Chiesa, che rimarranno – almeno alcuni – noti non solo per le loro incapacità ma – peggio – per la loro arroganza. E poi, di che riforma parliamo?

Francesco riforma le cose anzitutto attraverso i gesti,che sono senza equivoci in discontinuità con certe alterigie ecclesiastiche o certi stili mondani di vita, cui eravamo abituati, subendoli quasi senza speranza. Francesco riforma parlando, non solo adottando uno stile chiaro e semplice, ma anche scegliendo contenuti forti e quotidiani. Alle suore dice di non fare le “ zitelle”, ai preti di non fare “ i pettinatori” dell’unica pecora rimasta in chiesa, ai nunzi apostolici di non consigliare l’episcopato a gente che sbava per diventarci, agli impiegati del Vaticano di usare “ se non la bicicletta, almeno una vettura umile”, pensando a chi muore di fame. Tutto questo già offre – salvo che ad alcuni ipercritici e nostalgici – ampio motivo di interiore soddisfazione a chi la Chiesa sempre l’ha pensata povera, umile, vicina alla gente e lontana dalle logiche del potere.

Francesco legge e commenta ogni mattina alla Messa di santa Marta il Vangelo del giorno. Oggi non gli sarà sfuggito quel che dice Gesù amaramente, quando ricorda che Il battista era criticato perché era un digiunatore e che di Lui invece si sparlava dicendo che era mangione e beone. Ma – conclude Gesù – “ la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».(Lc 7,35). Lo disse – meno solennemente – anche un altro: “ Non ti curar di lor, ma guarda e passa” ( Dante, Inferno, III, 51).

 

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